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8 dicembre 2017
Filippo, una vita piena d’amore con un nonno taglia extra large

Filippo, un gigante buono, desideroso dell’affetto e vicinanza di una famiglia. Cinque anni, che hanno segnato la nostra vita così profondamente, da non poterci quasi credere.

Filippo il nonno

Che nome per un cane pensai.

Eppure sono convinta, che non si sarebbe potuto chiamare altrimenti. Almeno io non avrei potuto chiamarlo diversamente, anche perché è entrato nella nostra famiglia, nella mia vita, che aveva già undici anni, un cane, se non anziano, sicuramente maturo. E, per me, era Filippo e basta.

Dimenticavo: Filippo era un gigantesco, meraviglioso dolcissimo San Bernardo bianco e nero… o forse un raro Landseer, non lo abbiamo mai saputo, ma sinceramente poco ci è importato.

Lui era semplicemente Filippo, il nostro gigante buono.filippo muso

È entrato nella nostra famiglia fortuitamente: una casa in fitto, un giardino incolto e lì lui, abbandonato quasi completamente a se stesso. Perché, dopo essere stato un cucciolo meraviglioso, era diventato un adulto ingombrante, per chi si era in seguito trasferito in appartamento.

 Una nuova famiglia prende vita

È bastato un mese. Dal giardino è timidamente entrato in casa, dall’angolo vicino al balcone è arrivato al centro del salone, ed in ultimo, timidamente è salito al piano di sopra per dormire nella nostra stanza da letto.

Per Filippo la vita in casa non è stata semplicissima. Perché con noi c’era già Adelina, una giovane simil-Jack Russel, piena di vita e soprattutto regina indiscussa della casa , nonché della nostra vita.

Filippo ha dimostrato di avere una pazienza, una dolcezza, una bontà senza limiti. Nonostante la streghetta lo abbia messo alla prova spesso.

Ma Filippo aveva anche un immenso e profondo bisogno di amore, di attenzione, ma soprattutto di noi.

A Filippo non è mai importato avere più o meno spazio a disposizione. Per lui era importante sapere dove eravamo e stare con noi, persino quando eravamo sotto la doccia!

Ogni volta che mi sono concessa un bagno rilassante, ho dovuto lasciare lo spazio in bagno per Filippo. Non si poteva proprio lasciarlo fuori.

Uno sguardo che cattura 


filippo sguardo dolceQuando ci siamo ritrasferiti in appartamento, al centro di Napoli, è chiaramente venuto con noi. Camminare con lui per strada, era un’esperienza emozionante. Non c’era persona che non rimanesse incantata dalla sua bellezza, dal suo avanzare dinoccolato e lento. Ma ciò che colpiva maggiormente, era il suo sguardo dolcissimo.

E lui aveva un sesto senso, un radar per così dire. Appena capiva che parlavano o si fermavano per lui, immediatamente andava incontro, per ricevere una carezza e un complimento. Qualcuno, lo ammetto, aveva paura e questo mi dispiace. Perché si è perso l’occasione di conoscere una meraviglia della natura.

A causa della sua vita passata, per la sua stazza e per la sua età, Filippo ha cominciato ben presto a manifestare qualche acciacco. Iniziò a muoversi lentamente. A non riuscire a fare facilmente le scale, ad avere il cuore ballerino e problemi con l’alimentazione.

Ogni tanto, la nostra veterinaria doveva intervenire per qualcosa. Una pillola di qua, una siringa di là, controlli periodici, ecocardiogramma, vitamine, agopuntura, massaggi. Abbiamo fatto tutto ciò che è stato possibile e Filippo, con una serietà e una dolcezza uniche, si è lasciato fare tutto.

La sua unica richiesta era stare con noi.

 Cinque anni indimenticabili

 Ed è stato con noi, fino alla veneranda età di 16 anni.

Alla fine, il suo fisico era molto debilitato. Ma quel suo enorme testone e quei suoi occhi profondi ed infiniti, non hanno mai smesso di cercarci, di volerci e di amarci.

Quando ormai non ce la faceva più ad alzarsi da solo e a camminare, abbiamo rinunciato ad allontanarci da lui anche in casa. Se si stava in salone, si portava prima lui vicino al divano. Ogni sera lo mettevamo nel suo piumone morbido, vicino al mio letto, perché lui aveva bisogno della nostra presenza, come noi della sua.

Non nego che in questi cinque anni abbiamo dovuto fare delle rinunce o delle scelte. Non nego che non sia stato dispendioso e faticoso, ma rifarei ogni passo, ogni scelta, ogni fatica, ogni nottata, solo per l’amore che mi ha dato. Per quegli occhi dolci ed innamorati con cui mi guardava.filippo ciotola

Non siamo stati l’unica famiglia di Filippo, perché abbiamo avuto bisogno di un aiuto. Abbiamo incontrato Gianfranco e Michela, una coppia di volontari, che ci hanno aiutati e che non smetterò mai di ringraziare, per quanto lo hanno amato e coccolato. Per come si sono presi cura di lui, quando io non potevo esserci.

Non potrò mai smettere di ringraziare, per la vita che mi ha regalato Filippo.

Non mi sono mai soffermata a pensare al fatto che Filippo fosse un cane anziano. Ma, riflettendoci, penso che fosse speciale proprio perché il suo amore era fatto di maturità e tenerezza. Tipiche di chi ha già avuto una vita difficile alle spalle e quindi vuole solo amare.

www.ilfidocustode.it

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