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10 marzo 2018
Storia di un cane e di un uomo – 12. Lo straziante addio

Svegli entrambi ci guardavamo. Gli occhioni dolci della mia cagnetta erano senza gioia. Sembrava non sopportasse più di stare male. Alle 6 ci svegliammo e mentre Angelica si preparava per andare a scuola io cercai di dare da mangiare a Birba. Ma nemmeno l’omogeneizzato la attirava più. Le porgevo il dito, ma lei girava il muso da un’altra parte. La forzai un poco, a volte mettendole il cibo in bocca. Lei deglutiva controvoglia.2012-07-10-053_20140119T173705-339

Uscimmo, la caricai in macchina e portai Angelica a scuola. Nel ritorno ci fermammo, come negli ultimi giorni, da Cesare. Le mise la solita flebo. Birba stava docile, accucciata e fissava il vuoto.

–  Mi sa che siamo proprio giunti al capolinea.

Questa volta sentii ed ascoltai Cesare.

–  Ma sta soffrendo, secondo te?

–  Adesso sì.

Tornai a casa e nella mia mente continuava a rimbombare quella frase. La Birba sta soffrendo… Ripensai agli ultimi giorni, a come progressivamente e rapidamente fosse peggiorata: non riusciva più a stare in piedi, non mangiava, non dormiva…

Ma soprattutto non aveva più voglia di vivere. Pensai al suo sguardo che sembrava dirmi: basta, dai… facciamola finita… non sono più io.

A metà mattina presi il telefono, avevo deciso.

– Ciao Cesare, sono Edoardo…

– Ciao, guarda che qui la situazione peggiora ogni istante – mi interruppe subito.

– Infatti ti chiamavo perché ho deciso…

Mi fissò l’appuntamento per le 15. Fra poche ore Birba non ci sarebbe stata più.

Ero devastato. Passai il resto della mattinata a rivedere sul PC le centinaia di foto che avevo. Sì, perché lei c’era sempre, in ogni cosa che facevo, in ogni posto dove andavo. La mia vita negli ultimi 14 anni era stata tutta con Birba.

Guardavo e piangevo. Ma non potevo andare avanti. Birba stava soffrendo.

Chiamai Lorena e la informai. Piangemmo insieme. Ma dovevo dirlo ad Angelica. E volevo che lei avesse l’opportunità di accompagnare con me e sua madre la nostra cagnetta nel viaggio verso il Ponte.312

La chiamai alle 14. Stava rientrando a casa. Non riuscii a frenare le lacrime mentre glielo dissi. Lei scoppiò a sua volta in un pianto a dirotto. Angelica era legatissima a Birba, era stata davvero la sua sorella maggiore.

Le chiesi se se la fosse sentita di venire con noi. Mi disse di sì. Ma poi decise che non ce l’avrebbe fatta e alle 15 Lorena e io entrammo nell’ambulatorio.

Cesare non era ancora arrivato. C’era Paola, la titolare della toelettatuta per cani a fianco dello studio veterinario, che per tanti anni aveva rasato Birba.

–  E’ sveglia, ve la porto?

Eccola lì, la mia Birba. Io temevo che fosse già in coma invece era lucida. La presi in braccio, la coccolai per l’ultima volta. Lorena la accarezzava, io la tenevo in braccio. Penso che abbia goduto ancora un po’ del nostro amore.

Cesare arrivò. Entrammo, misi come tante altre volte la mia cagnetta sul tavolo di marmo grigio. In piedi, io ad abbracciarla, cercando di avvolgerla il più possibile con le mie grandi mani.

–  Tienila stretta, crolla subito.

Così fu. L’anestetico era potente. La adagiai su un fianco, aiutato da Cesare. E mentre lui preparava l’iniezione letale, io ero in catalessi. Sentivo il calore del suo corpo fra le mie dita. Pensavo che mai avrei voluto essere lì, ma c’ero, ed era necessario.

Le lacrime mi scendevano copiose. Lorena mi portò un fazzoletto. Cesare mi guardò.

–  Quando vuoi…

Annuii appena.

12. Fine

Oggi è il 9 marzo 2018. Birba è andata verso il Ponte esattamente un anno fa, il 9 marzo 2017. 365 giorni in cui mi è mancata, e tanto. Ho cambiato casa, ma è come se la vedessi anche qui. Me la immagino in questa casa più grande, girare per le stanze, scegliersi il proprio divano, fare tante passeggiate fra il verde qui intorno. Ancora in macchina talvolta allungo la mano sul sedile posteriore a cercarla. E ogni volta che al supermercato passo per la corsia del cibo per animali è un dolore.

Eppure so che abbiamo passato giorni e anni bellissimi insieme. E che ci siamo dati tanto amore. 

Ma mi manca.
 

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-cremazione animali d’affezione  con riaffido delle ceneri .

- sepoltura animali d’affezioe in uno splendido parco dedicato . 

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